Che il Montaggio sia con te

Che il Montaggio sia con te

4 Maggio 2020 0 Di Sabrina Lugetti

Tempo fa mi capitò di leggere, con una certa sorpresa, un articolo riguardante i retroscena della realizzazione di Star Wars ed a colpirmi molto fu la storia dietro il montaggio finale del primo film, la quale sembra essere stata decisiva per la riuscita finale del prodotto.

Ovviamente in mezzo a tutta la faccenda c’è una donna, altrimenti perché scriverne? (scherzo! Ma anche no)

Memore di quello che avevo letto, vista la ricorrenza odierna, ho fatto qualche ricerca cercando di ricostruire in modo più completo questa storia e la prima cosa che ho potuto notare, con dispiacere, è stata che proprio la squenza di eventi che ero interessata ad approfondire, è afflitta da un certo tipo di negazionismo selettivo.

Si trovano infatti moltissimi articoli che, attribuendo il salvataggio in extremis del film al montaggio  finale,  tessono le lodi di Paul Hirsh, montatore di grande esperienza con diverse pellicole di successo alle spalle (Footlose,Fiori d’Acciaio, Mission Impossible per citarne solo alcuni), conferiscono a lui il merito univoco della riuscita finale dell’operazione.

E’ un dato di fatto, attestato anche da un premio Oscar vinto e coniviso, che il film fu rimontato principalmente da tre persone, il già citato Hirsh, Richard Chew e Marcia Lucas.

Proprio quest’ultima, all’epoca moglie di George, andrebbe reputata quale principale fautrice del pathos che caratterizza il prodotto finale.

Sembra che, ad un primo screening privato della pellicola, alla quale erano presenti anche Steven Spielberg e Brian De Palma, le reazioni del selezionatissimo pubblico fossero state tutt’altro che entusiaste. Al film mancava ritmo, le scene erano lunghe, gli scambi di battute lenti, le sequenze poco avvincenti. Un disastro.

In questa prima fase il film era tutt’altro che il futuro cult di fantascienza e il lavoro di ripulitura e limatura a cui venne sottoposto viene spesso definito come una riscrittura. Scene tagliate per snellire la storia ed evitare di dover mostrare alcuni rozzi effetti di CGI, accorciate (nella lista compare perfino la scena di apertura con l’introduzione alla storia) o rimontate in un ordine diverso per creare maggior dinamismo (ad esempio nell’attacco e distruzione della Morte Nera).

Tra i vari suggerimenti che vengono accreditati per certo a Marcia, c’è la decisione di uccidere Obi Wan Kenobi alla fine del duello con Dart Vader. Se fosse andata come era scritto su carta il nostro Ben l’avrebbe scampata, e noi non avremmo goduto del dramma di Luke.

Ma chi era Marcia Lucas, oltre ad essere congiunta in matrimonio con George?

Diventa assistente di montaggio quasi per caso quando ha appena 20 anni per la Sandler Films ed è grazie a questo lavoro che finirà per incontrare il futuro ex marito e a lavorare per registi come Martin Scorsese.

Il suo talento nel montaggio è un dato di fatto: è lei a montare American Graffiti,  secondo lungometraggio diretto da Lucas, e a vincere un Oscar per il lavoro svolto.

Marcia lavora poi a Guerre Stellari, a L’Impero colpisce ancora, senza però comparire nei credits, e poi monta Il Ritorno dello Jedi nel 1983, anno in cui decide anche di separarsi da George, che ne frattempo aveva rinunciato alla regia per dedicarsi alla scrittura, regalandoci perle come la saga di Indiana Jones .

Questo è anche il suo ultimo film come montatrice. Dal divorzio abbandona quasi completamente il mondo dello spettacolo per vivere in un quasi totale anonimato.

Il ritorno di George Lucas dietro la macchina da presa avviene proprio con la decisione di riportare la saga di fantascienza al cinema (nel frattempo si è prodigato a scrivere sul tema in film per la tv, videogiochi e altri mezzi di comunicazione), ma stavolta non ha con se Marcia. Sarà un caso, un’illazione o un’ipotesi azzardata, chiamatela come volete, ma basta poco per rendersi conto che i commenti che vennero rivolti al primo montaggio di Una nuova Speranza possono essere tranquillamente trasposti su La minaccia Fantasma (mancava ritmo, le scene erano lunghe, gli scambi di battute lenti, le sequenze poco avvincenti).

Non ci sono mai state dichiarazioni ufficiali che potessero contribuire a fare luce definitivamente su questa faccenda, e Lucas si è sempre rifiutato di parlare del contributo di Marcia alla realizzazione dei film, ma si può affermare con certezza che Guerre Stellari divenne un prodotto di successo grazie ad un notevole sforzo comune, alla collaborazione di tre montatori di talento, ai consigli ricevuti più o meno ufficiosamente e, probabilmente, grazie anche in parte ad una donna di talento che supportò un progetto titanico senza mai voler prenderne alcun merito.

Di sicuro posso dire che a parer mio, finchè lei è stata nei paraggi, Guerre Stellari ha dato il meglio di sé.